Radici: il nuovo menu degustazione di Cantina Lemine

Una serata evento per presentarlo in anteprima a una privilegiata platea di ospiti
Giovedì 3 aprile il ristorante Cantina Lemine di Chef Alberto Magri ha presentato in anteprima Radici, il suo nuovo menu degustazione, liberamente ispirato al libro “Centodue ricette di mamma Maria”, scritto dall’architetto bergamasco Cesare Rota Nodari e pubblicato dal Centro Studi Valle Imagna.
La presentazione è avvenuta nell’ambito di un’esclusiva serata evento, nella magica e suggestiva cornice del ristorante Cantina Lemine, situato ad Almenno San Salvatore, piccolo comune in provincia di Bergamo.Il ristorante sorge su un’affascinante zona collinare, che domina la vallata, e offre spettacolari e romantiche vedute, ideali per creare un’atmosfera intima e ricercata.
Presenti all’evento istituzioni, stampa e importanti ospiti, che hanno potuto vivere in anteprima una magica esperienza di gusto, quintessenza di tradizione e innovazione, territorio e cultura. Al loro arrivo sono stati accolti da un aperitivo di benvenuto, servito nella suggestiva cantina, tempio indiscusso di vini di qualità, selezionati personalmente da patron Magri ed espressione dei migliori terroir italiani e francesi.
Dopodiché si sono recati nella sala ristorante, entrando nel vivo della serata. Chef Alberto Magri ha aperto ufficialmente l’evento, illustrando la sua ispirazione alla base di Radici. “Dopo tante esperienze ho sentito l’esigenza di tornare a casa e ripartire dalle radici. Sono partito da ciò che si fa qui, nella mia Valle Imagna, con l’intenzione di condensare questa mia ispirazione in un percorso di gusto. Ho studiato attentamente il libro che l’architetto mi aveva regalato e che racconta le ricette di sua mamma, la signora Maria Locatelli” – ha affermato Chef Alberto Magri. “Questa signora era veramente capace e competente in materia culinaria. Era dotata di una cognizione tecnica miscelata a tanta amorevolezza per la sua famiglia” – ha proseguito il patron di Cantina Lemine – “una cura che oggi manca nelle cucine. Nel suo libro, infatti, non vi sono solo ricette, ma tutta una serie di consigli che attestano la sua conoscenze: i tempi di cotture, le tecniche di fermentazione, una descrizione dettagliata delle procedure di esecuzione”.
Sulla scia di queste considerazioni, chef Magri ha scelto i piatti che maggiormente lo emozionavano e ne ha estrapolato l’essenza, alle volte prendendone l’idea o gli ingredienti, altre volte l’intero piatto, e li ha attualizzati con le sue tecniche e la sua esperienza. “Nella definizione di questo menu degustazione ho miscelato anche la mia visione artistica. Ritengo, infatti, che ogni forma d’arte abbia il minimo comune denominatore di far nascere uno spunto e anche la cucina è arte. Questo percorso pensa al pranzo della domenica, quindi, parte con l’attesa, per proseguire con la parte centrale e terminare con il dolce” – ha tenuto a precisare chef Alberto Magri, che ha fatto un inciso anche sul nome dato al menu – “Il nome Radici è nato dal fatto che mi sono guardato indietro e ho preso spunto da quello che siamo stati per proiettare il tutto verso il futuro, pensando a cosa potranno far germogliare queste radici”. Ha rivolto, infine, un ringraziamento speciale ai ragazzi della sua brigata che lo hanno supportato in tutti questi mesi di prove, ricerca e sperimentazione.
A seguire, l’intervento del Dott. Antonio Carminati, direttore del Centro Studi Valle Magna, il quale ha enfatizzato come una delle linee di ricerca e valorizzazione del territorio sia proprio quella del cibo, quale custode di cultura e storia. “Sulla linea del cibo abbiamo pubblicato diversi volumi in cui parliamo dell’enogastronomia territoriale, ponendo al centro dell’attenzione il punto di vista delle donne (le nostre massaie) e l’importanza della cucina del recupero, che mira a non buttare via nulla. Il libro scritto dall’arch. Cesare Rota Nodari è importante per l’intera collettività in quanto si inserisce perfettamente in un percorso di valorizzazione del territorio e della sua storia sociale, dei suoi usi e delle sue tradizioni”.
In un crescendo di visioni e ispirazioni, si è collocato l’intervento dell’arch. Cesare Rota Nodari, che, accompagno dall’adorata nipote Emma, ha letto alcuni stralci tratti dal suo libro, creando il collegamento ideale tra passato e futuro, tradizione e innovazione, e testimoniando la forza delle radici di generare e far germogliare qualcosa di meraviglioso, come il rapporto tra un nonno e sua nipote.
Radici è un menu tutto da gustare. Il percorso si apre con il capitolo I, l’attesa del pranzo domenicale. Un’amuse bouche che trae ispirazione dalle ricette originali del basilico conservato, del salame con la panna e delle cipolline agrodolci, reinterpretandole a sorpresa.
Si prosegue con la parte centrale del menu, il capitolo II, focalizzato sul vero e proprio pranzo domenicale e strutturato in un percorso che vede protagonisti la trota in carpione, i carciofi con le uova, gli strengula prècc, il coniglio al latte e una nota vegetale che plaude alle antiche modalità di conservazione delle verdure. Si conclude con il capitolo III, la nota dolce, conferita dal budino al limone (caratterizzato da una cialdine salate, che prendono ispirazione dall’intuizione di mamma Maria di utilizzare il sale dei dessert) e dalla ghiacciata di mele.
Tutto è riletto in chiave attuale, combinando sapori autentici, nobili materie prime e innovative tecniche culinarie.
Il menu è disponibile fino a fine maggio nella magica location di Cantina Lemine. Chef Alberto Magri e il suo eccellente staff saranno lieti di accogliervi e farvi trascorrere una straordinaria esperienza multisensoriale.
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Ristorante Cantina Lemine
Un ristorante che sa di arte. Ogni singolo dettaglio è pensato e studiato per far sentire il cliente come l’ospite atteso da molto tempo.
Situata in una villa immersa nel verde, tra sale accoglienti e un parco lussureggiante di circa 5.000 mq, Cantina Lemine rappresenta il luogo ideale in cui vivere un’esperienza sensoriale totalizzante, in grado di estendersi ben oltre al semplice palato.
Tutte le preparazioni convengono verso un obiettivo preciso: rendere i piatti sempre più digeribili, gustosi ed eticamente sostenibili, complice lo studio, la ricerca e l’innovazione verso le nuove tecniche di cottura, che consentono di valorizzare al meglio le materie prime e limitare al massimo gli sprechi.
Le materie prime vengono scelte giornalmente in maniera scrupolosa da fornitori fidati con i quali si sono create nel tempo relazioni di valore.
Tappa imperdibile, la ricercata cantina che raccoglie l’eccellenza di piccoli e grandi produttori che rappresentano i migliori terroir di Italia e Francia, visitati e selezionati personalmente da chef Alberto Magri.
Cantina Lemine – https://www.cantinalemine.com/ – via Gaetano Buttinoni 48, 24031 Almenno San Salvatore (BG), 339 452 7561, info@cantinalemine.com
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Alberto Magri
Deus Ex Machina di Cantina Lemine, porta con sé una particolare storia personale.
Alberto Magri è Chef, Artista e Sommelier: tre anime che convivono perfettamente nel ristorante di sua proprietà.
Bergamasco, cresciuto in una famiglia di ristoratori, con una doppia laurea in Economia e Commercio e Giurisprudenza, ha subito lavorato per una multinazionale, girando il mondo, per poi tornare a casa e dedicarsi totalmente alla sua passione.
Amante dell’arte da sempre, in cucina si muove e lavora come davanti a un dipinto. Il suo percorso artistico/culinario è composto da tre fasi: studio, visuale ed emozionale, che prende spunto da una sensazione, un’esperienza, un ricordo o, ancora, un viaggio; realizzazione, istintiva ed empirica, in cui vengono mescolati sapientemente intuito e cultura gastronomica; degustazione, stimolante e appagante, dove il piatto viene proposto agli ospiti insieme a un piccolo excursus che ne racconta la storia, fatta d’ispirazione, prefazione e mescolanza di sapori.
Per lui la cucina è un modo per esprimere se stessi e, più in generale, la propria storia, il proprio modo di essere e l’appartenenza territoriale. L’arte gastronomica, pertanto, diventa cultura e si fa portatrice di una serie di valori che trovano la loro ragione d’essere nelle radici e nelle tradizioni, proiettando idealmente in un domani di innovazione e sperimentazione.
Animo poliedrico, Alberto Magri è anche artista: nelle sale di Cantina Lemine trovano spazio i suoi dipinti, la cui filosofia è rappresentata dalla visione onirica trasposta alla realtà. Come afferma egli stesso “Il sogno è un momento fondamentale della vita. I sogni ci ispirano e ci ingannano. Affiorano dal nostro inconscio e si confondono tra i ricordi. Realtà e sogno si miscelano come i colori sulla tela e dipingono la trama dell’anima. Le opere – e i ritratti in particolare – sono allora necessariamente un racconto. Il racconto che ognuno di noi nasconde al mondo”.
Le opere di chef Alberto Magri sono state esposte anche in numerose mostre e rassegne italiane.
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“Centodue ricette di mamma Maria” di Cesare Rota Nodari
Un viaggio nella tradizione gastronomica della valle per riscoprire le ricette connesse al gusto dei sapori genuini, arricchito da un dizionario in lingua bergamasca dei nomi degli utensili, dai modi di dire e dai proverbi della cultura locale.
Nato dalla collaborazione con il Centro Studi Valle Imagna, il libro celebra la cultura culinaria del territorio bergamasco con contenuti indefiniti e originali.
Una ricca raccolta di ricette scritte da Maria Locatelli Rota Nodari, madre dell’architetto Cesare Rota Nodari, nell’arco della sua lunga e intensa vita, che diviene un documento di valore del tempo, racchiudendone usi, tradizioni e peculiarità.
Un omaggio alla pratica antica e universale della cucina, fatta di sapori, cultura del cibo, vivande e bevande, arte degli chef e impegno delle massaie.
Fonte Centro Studi Valle Imagna
Didascalia foto 1: da sx Alberto Magri, Cesare Rota Nodari, Antonio Carminati
Didascalia foto 2: l’atmosfera all’interno del ristorante Cantina Lemine
Didascalia foto 3: coniglio al latte
Didascalia foto 4: budino al limone
Didascalia foto 5: Cesare Rota Nodari, Alberto Magri, Antonio Carminati